
Il ReiKi porta energia fresca all'organismo stimolandone la vitalità e le difese naturali, la persona che riceve il trattamento tende quindi a liberarsi in modo spontaneo di tutto ciò che ostacola il naturale stato di salute.
Un profondo rilassamento psicofisico, una sensazione di benessere totale, una maggiore energia nell'affrontare la vita, la gioia ed il buonumore sono normalmente le reazioni immediate che seguono al trattamento.
Tuttavia il soggetto può talvolta andare incontro a quel fenomeno noto come crisi di guarigione (un momento d’autodepurazione dell'organismo in cui i sintomi sembrano peggiorare), per poi svanire completamente.
Al di là di ciò, gli effetti del ReiKi dipendono essenzialmente dalla condizione di partenza di chi riceve e dal motivo che l’ha spinto a farne uso.
È sempre molto difficile prevedere l'effetto che l'applicazione del ReiKi potrà avere, anche perché non si fanno mai diagnosi: nel ReiKi ci limitiamo a fornire il nostro aiuto con amore, senza per questo divenire guaritori o terapeuti; lasciamo invece che sia proprio il ReiKi a fluire là dove ce n'è bisogno, spontaneamente, trattando sempre, quando è possibile, l'intero corpo.
Una delle cose che più mi affascinano del ReiKi, sin dall'inizio, è proprio la sua assenza di controindicazioni sia nel dare che nel ricevere.
Non è meraviglioso che possa esistere una tecnica che permetta a chiunque, in qualunque condizione di salute, a giovani e meno giovani di collaborare e aiutarsi senza alcun timore né pericolo?
Non vi è alcun tipo di rischio nel praticare il ReiKi, perché nel momento in cui si dona non entra in gioco la propria energia individuale, il praticante diviene semplicemente un canale che permette a ciò che chiamiamo Energia Vitale Universale di giungere a chi desidera riceverla.
Se il trattamento è eseguito correttamente (è così semplice che anche un bambino potrebbe eseguirlo senza commettere errori) diviene impossibile dare energia propria evitando così conseguenze fastidiose come il trovarsi scarichi o stanchi, o peggio ancora assorbire negatività, come invece potrebbe avvenire se donassimo la nostra energia.
Al contrario, dopo un trattamento ben fatto, ci si sente meglio di prima, ritemprati, sereni e con un senso di gratitudine e beatitudine nel cuore.
Il ReiKi viene, infatti, definito energia intelligente, proprio perché si concentra di più là dove e richiesto in misura maggiore, affluisce meno dove ce n’è minor bisogno e si arresta da sé quando raggiunge il giusto limite, senza che vi sia il timore, per il praticante, di dare troppo, o per il ricevente di ricevere poco.
Il ReiKi agisce proprio come un liquido che aderisce spontaneamente alle pareti del recipiente che lo contiene, senza alcun intervento specifico da parte nostra.
Non vi è neanche il timore di non dare ReiKi, infatti, il praticante non farà altro che coprire progressivamente una sequenza di punti su tutto il corpo, trattando quindi i principali organi e i principali centri di energia.
Per concludere, tengo a precisare che è impossibile fare un uso sbagliato o addirittura deliberatamente malvagio del ReiKi, perché, per la sua stessa natura, se l'atteggiamento del praticante non è orientato in positivo il ReiKi non fluisce.